FAMIGLIA - Responsabilità dei genitori verso i figli

La responsabilità di insegnare ai figli, disciplinarli e curarli spetta ai genitori. Non esistono figli ben educati casualmente. Questo è un risultato che si ottiene con un lavoro costante e impegnativo. Per i genitori cristiani, quelli che conservano un buon rapporto con Dio, sarà più facile educare i propri figli. La Parola di Dio contiene norme precise sull’educazione dei figli.

 

  

A. L'insegnamento: i genitori diretti responsabili della formazione dei figli

Nell'Antico Testamento Dio incaricò i genitori di essere i primi responsabili dell'insegnamento dei figli, insegnamento che doveva avvenire sia attraverso l'istruzione, sia attraverso l'esempio (Deuteronomio 6:5-9). Era un compito che gravava sia sul padre che sulla madre (Proverbi 1:8; 6:20). Il Nuovo Testamento conferma la responsabilità diretta dei genitori (Efesini 6:4).

Sebbene la scuola, per una formazione secolare, e la chiesa, per una formazione biblica, contribuiscano notevolmente all’educazione dei figli, nulla potrà mai sostituire l’apporto dei genitori. Dei buoni genitori cristiani non devono delegare completamente la loro responsabilità di educatori. Soltanto in questo modo è possibile controllare e filtrare le influenze che ricevono dall'esterno. Per usare le parole di Gesù, si può affermare che i figli non devono essere tolti dal mondo ma preservati dal Maligno (Giovanni 17:15).

  

B. La disciplina: amare ma anche disciplinare

Una parte importante dell’educazione è la correzione, della quale non si può fare a meno. L’amore dei genitori per i figli è un sentimento che contempla anche la disciplinare, quando questo si rende necessario. I figli non dovrebbero fraintendere l'amore paterno e materno scambiandolo per debolezza. Disciplinare non è un piacere per i genitori ma un dovere, una responsabilità civile: i figli che imparano ad ubbidire e rispettare i genitori, troveranno anche normale rispettare le leggi del proprio paese e gli insegnamenti di Dio.

Oggi si è portati a credere che correggere i figli significa non amarli. La Parola di Dio, nella sua infinita sapienza, afferma piuttosto il contrario (Proverbi 3:12; 13:24; 22:6,15; 23:13-14; 29:15,17; Ebrei 12:6-7). La mancanza di riprensione, di disciplina, oltre che essere una grave carenza d’amore, dimostra una mancanza di conoscenza della natura umana. A causa del peccato entrato nel mondo, infatti, essa è divenuta incline al male e ha bisogno di essere costantemente corretta.

È bene precisare, tuttavia, che un figlio va corretto con amore e mai in un eccesso d’ira, quindi c’è un modo corretto e uno sbagliato di applicare la disciplina. Qualcuno ha detto che i genitori cristiani dopo aver corretto i figli devono pregare con loro per insegnare loro la necessità del perdono di Dio.

Chi permette ai figli di crescere senza correzione, senza imparare il valore dell’autorità, sta insegnando loro la ribellione. Essi si ribelleranno prima contro la famiglia, poi contro la chiesa e, infine, contro la società (Proverbi 17:25; 19:26; 30:17). Nell’Antico Testamento leggiamo di Eli e di Davide, due uomini di Dio che ad un certo punto della loro vita si sono dovuti vergognare per non aver disciplinato i figli  quando era il tempo di farlo. C’è un tempo in cui si può e si deve educare, poi è troppo tardi (Ecclesiaste 3:1; 1 Samuele 2:22; 3:13; 1 Re 1:6).

 

C. La cura: accudire i figli sotto ogni aspetto

 

La cura dei genitori non dev’essere solo spirituale e morale, deve abbracciare con pari intensità la crescita fisica, culturale e sociale dei figli. I Vangeli riportano che Gesù non cresceva soltanto "in grazia”, ma anche "in sapienza e in statura” (Luca 2:52).

Come genitori bisogna che ci preoccupiamo che i nostri figli abbiano sempre di che vestirsi decorosamente, che abbiano il necessario, ma non dovremmo cadere nella trappola di sentirci in colpa se manca loro il superfluo. Un genitore non riuscirà mai, indipendentemente dalle proprie possibilità, a soddisfare tutte le richieste di un figlio.

La cura dei genitori non deve tendere solo ad assicurare ai figli beni materiali, deve estendersi anche alla scelta degli studi, del lavoro e in tutto quelle decisioni che la vita richiede. Un genitore deve saper guidare e incoraggiare il figlio.

 

 

D. Saper gestire il conflitto generazionale

 

Una delle maggiori difficoltà che spesso caratterizza la vita familiare è il conflitto al suo interno tra le diverse generazioni. I figli, i genitori e i nonni si trovano spesso divisi fra loro.

Il conflitto è determinato principalmente dagli inevitabili cambiamenti (sociali, culturali, scientifici) che finiscono per allontanare sempre più rapidamente una generazione dall’altra. In particolare, ad allontanare di più le generazioni ha contribuito il maggior numero di giovani che studiano. Molti genitori, infatti, non hanno potuto studiare e quindi non potranno mai capire certi che problemi dei figli alla loro generazione. La possibilità di studiare è un privilegio che le vecchie generazioni, a causa dei tempi, non hanno avuto, un motivo in più perché i giovani imparino ad apprezzare quel che hanno.

Purtroppo il mondo è sempre più malvagio e l’ambiente nel quale i giovani vivono, si avvicina sempre più agli “ultimi tempi”, nel quale il Maligno sembra scatenarsi come non mai. Il giovane è la prima vittima di queste nuove forme di male che affliggono il mondo, mentre chi è più anziano è spesso completamente al di fuori di queste angosciose problematiche. È necessario quindi che le vecchie generazioni si sforzino di capire i giovani, ma non per assecondarli, quanto per correggerli e educarli.

Nella Bibbia abbiamo l’esempio di un conflitto generazionale nella vicenda dello scisma d’Israele tra il regno del Nord e quello del Sud. Alla morte di Salomone, infatti, i giovani consigliarono Roboamo, figlio ed erede del famoso re, in modo diverso da come avevano fatto gli anziani e il popolo si irritò al punto che ne nacque una divisione (1 Re 12:6-13).

Per evitare le gravi conseguenze dei conflitti generazionali, nella famiglia bisogna usare saggezza ed evitare che avvengano abusi sia da parte degli anziani sia da parte dei giovani, perché nessuno ha il dono dell’infallibilità. Non è una questione di anni, perché ogni età ha la sua bellezza e i suoi limiti:

 

-          Salmo 92:13-14, “Quelli che son piantati nella casa del SIGNORE fioriranno nei cortili del nostro Dio. Porteranno ancora frutto nella vecchiaia; saranno pieni di vigore e verdeggianti”.

 

-          Giobbe 32:6-22, “Io sono giovane d'età e voi siete vecchi... Dicevo: "Parleranno i giorni, il gran numero degli anni insegnerà la saggezza". Ma quel che rende intelligente l'uomo è lo spirito, è il soffio dell'Onnipotente”.

 

 

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