PER UNA SCUOLA DOMENICALE EFFICACE…
Il compito di istruire i giovani nella fede spetta prima di tutto alle famiglie: “Questi comandamenti, che oggi ti do, ti staranno nel cuore; li inculcherai ai tuoi figli, ne parlerai quando te ne starai seduto in casa tua, quando sarai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai” (Deuteronomio 6:6-7). La buona o la cattiva influenza della famiglia sui minori, soggetti immaturi, è una realtà innegabile. Naturalmente anche una chiesa deve fare la sua parte e aiutare le famiglie con i mezzi che ha a disposizione, il più importante dei quali è la Scuola Domenicale. È bene stabilire una stretta collaborazione tra la famiglia e la Scuola Domenicale. 

Buona Organizzazione

I buoni genitori cristiani desiderano che i figli siano educati nella Scuola Domenicale con metodi e criteri validi, come accade per l'istruzione nella scuola pubblica, e soltanto una buona organizzazione può garantirlo. Innanzitutto è importante suddividere gli alunni in classi omogenee, sia per età sia per capacità di apprendimento. Bisognerà anche affidare la responsabilità dell’insegnamento a persone con le giuste attitudini verso una determinata fascia di età, oltre che spiritualmente preparate per un servizio che richiede tanta dedizione.

L’uso di appropriati metodi d'insegnamento per ogni classe è il mezzo per raggiungere il fine dell'insegnamento, che è l'apprendimento dell'alunno.

 

Finalità Chiare

Alla Scuola Domenicale, dove s’insegna essenzialmente la Sacra Scrittura, lo scopo da raggiungere è triplice:

1. Condurre anime a Cristo: il primo grande compito è presentare agli alunni la necessità della salvezza in Cristo Gesù;

2. Sviluppare il carattere cristiano: il compito immediatamente successivo è aiutare la crescita spirituale degli alunni, invitandoli a una vita cristiana intensa e personale con Dio;

3. Incoraggiare al servizio: infine, bisogna incoraggiare gli alunni ad assumere un impegno concreto a servire il Signore.

 

Figure Centrali

Il pastore della chiesa è il primo responsabile della Scuola Domenicale, ma la figura centrale è il monitore, il perno attorno al quale essa ruota e progredisce. Il pastore e i monitori sono chiamati a collaborare strettamente, perciò è buona norma riunirsi periodicamente per discutere dell'andamento dell’attività d’insegnamento.

Come per tutti gli altri compiti di responsabilità nella chiesa, anche per il servizio del monitore è necessaria una chiamata divina specifica (cfr. 1 Timoteo 1:12). Inoltre, secondo l’insegnamento degli Atti per la scelta dei diaconi (cfr. Atti 6:1-3), è necessario che il monitore sia "ripieno di Spirito Santo". Un aspetto particolarmente importante riveste la sua vita di testimonianza. Gli alunni, soprattutto i ragazzi e i giovani, possiedono uno spirito particolarmente critico e sono buoni osservatori, perciò noteranno subito se vi è incongruenza tra la vita del monitore e i suoi insegnamenti. Un vecchio adagio dice: "Ciò che sei parla così forte che non riesco a sentire quello che dici"! Ad esempio, se il monitore è un credente sempre troppo stanco e impegnato in mille cose, non potrà trasmettere agli alunni il necessario entusiasmo.

Il monitore deve curare particolarmente la propria vita spirituale, deve "studiarsi di presentare se stesso approvato dinanzi a Dio" (2 Timoteo 2:15) dedicando del tempo allo studio della Bibbia, alla preghiera e, naturalmente, a una buona preparazione della lezione. I progressi della classe sono il frutto del suo servizio, perciò è fondamentale per lui possedere una buona preparazione biblica e guadagnare la fiducia di ogni alunno.

La responsabilità di un monitore è innanzitutto davanti a Dio, che gli ha affidato un gruppo di “anime”. La stessa responsabilità ha nei confronti della chiesa, perché i genitori degli alunni gli affidano la speranza di vedere i figli convertiti e consacrati. Naturalmente, egli è responsabile anche nei confronti degli alunni, che accettando il Signore eviteranno di fare esperienze tristi nella vita.

Un aspetto particolarmente importante della vita del monitore è il suo rapporto con gli altri, egli deve mantenere un comportamento rispettoso e collaborativo. Quello della Scuola Domenicale è un lavoro di gruppo e la sua riuscita non dipende dal buon andamento di una sola classe. Una Scuola Domenicale ha successo quando i suoi collaboratori sono “un corpo unico con uno stesso scopo”. Infine, al monitore è richiesta la frequenza assidua alle riunioni e alle iniziative della chiesa, la presenza attiva nella comunità, anzi con il suo entusiasmo deve sapere coinvolgere gli altri.

 

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