Antropologia culturale

BEFANA O EPIFANIA CHE SIA...

Il 6 gennaio è per gli italiani il giorno della Befana, ricorrenza folkloristica legata alle festività a cavallo tra il vecchio e il nuovo anno. Tipica di alcune regioni italiane, la festa si è diffusa progressivamente in tutta la penisola, mentre è praticamente sconosciuta nel resto del mondo.

La festa popolare

Gli antropologi, ma anche i semplici studiosi di folklore, quando hanno cercato di stabilire la “data di nascita” della Befana si sono scontrati con numerose incognite, giacché attorno a questa figura s’intrecciano numerosi riti, tradizioni, superstizioni.

L’immagine della Befana così com'è oggi, vecchia e brutta, a cavallo di una scopa (come le streghe) e capace di scendere giù per il camino, dispensatrice di doni ma anche di cenere e carbone, è recente, si è formata soltanto alla fine del 1800 nell'Italia meridionale, molto probabilmente dal racconto di un vecchio notaio napoletano del popolare quartiere di San Giovanni a Teduccio.

Tuttavia la Befana ha origini assai più antiche, addirittura anteriori alla nascita di Cristo, quando in epoca romana era chiamata “Strenia”, la dea della notte che all'inizio del nuovo anno portava regali ai figli dei romani emergendo dal buio e dall'Aldilà. Traccia di quest’origine si trova nella parola italiana “strenna” usata per indicare i doni del periodo natalizio.

A quel tempo cenere e carbone non rappresentavano un regalo "punitivo" per chi non si era comportato bene ma un simbolo magico di fecondità per il nuovo raccolto. Strettamente connesse ai cicli stagionali agricoli, molte tradizioni pagane sopravvivono ancora chiaramente in alcune località italiane. Ne sono un esempio i riti agricoli dei falò con i quali all'inizio dell'anno si bruciano le stoppie: il giorno precedente la festa s'innalzano nei campi pupazzi a forma di Befana, mucchi di paglia addobbati con qualche straccio e vecchi occhiali, che al tramonto del 6 gennaio saranno bruciati. 

Nel Medioevo si diffuse la superstizione che vi fosse qualcosa di magico e misterioso nelle dodici notti tra il Natale e il 6 gennaio. Era un periodo dell’anno particolarmente delicato per i contadini, carico di speranze e attese per il futuro raccolto dal quale dipendeva il benessere quando non la sopravvivenza della comunità. In quelle notti si credeva che il cielo fosse solcato da figure femminili, non necessariamente brutte e vecchie, portatrici di fecondità per i campi appena seminati. Una di queste presenza ha superato i secoli ed è giunta fino a noi: la Befana.

 

La festa religiosa

Il Vangelo di Matteo racconta che al tempo della nascita di Gesù giunsero dall'Oriente dei Magi che, guidati da una stella (quella che in seguito sarà una cometa), recarono in dono al bambino oro, incenso e mirra (cfr. Matteo 2:11). Trascorsi alcuni secoli, i cristiani cominciarono a celebrare l’evento tredici giorni dopo il Natale con l’appellativo di Epifania, parola greca che significa “apparizione”, “manifestazione”, perché s’intendeva ricordare che Gesù, ricevendo i Magi, si era manifestato al mondo.

Fu allora che la dea pagana Strenia, anche lei portatrice di doni, cominciò ad assumere il ruolo di colei che portava ai bambini comuni quei doni che i Magi avevano portato a Gesù. La sua figura, cristianizzata, diventerà l’antenata della nostra Befana, come dimostra il suo stesso nome: il termine Epifania divenne prima Bifanìa, poi Befanìa e infine Befana. Tentativo evidente - ha scritto qualcuno - di cristianizzare in qualche modo il misterioso e inquietante personaggio pagano, trasformandolo nella personificazione femminile della festa.

 

I bimbi di oggi sono molto più smaliziati di quelli di ieri e l'immagine della vecchia Befana non fa in tempo a imprimersi nel loro immaginario che hanno già scoperto chi sia. È molto difficile per la Befana combattere i sospetti dei bambini, che non sono più così creduloni, salvo non siano proprio mamma e papa a ostinarsi e a far credere loro ciò che non è.

Nonostante l’aspetto e le origini la Befana è benvoluta da grandi e piccoli, ma può un genitore cristiano far credere ai propri figli che “la discendente della dea Strenia” porta loro dei regali? La Parola di Dio invita ad abbandonare ogni usanza paganeggiante: “Uscite di mezzo a loro e separatevene, dice il Signore, e non toccate nulla d'impuro; e io vi accoglierò” (2 Corinzi 6:17).

 

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