Un amico più affezionato di un fratello Stampa

PROVERBI 18:24

L'amicizia è un sentimento importante per gli uomini. Questo legame basato sull’affetto, il rispetto, la disponibilità è tra i più belli, tuttavia l'esperienza insegna che trovare degli amici degni di tale nome è molto difficile.

Un vero amico, uno capace di un affetto più grande di quello di un fratello però c’è e si chiama Gesù.




HA DATO LA SUA VITA PER NOI

Il primo, concreto passo di Gesù per stabilire con noi un profondo rapporto di amicizia è stato il dono della Sua stessa vita. Dopo aver affermato: “Nessuno ha amore più grande di quello di dar la sua vita per i suoi amici" (Gv. 15:13), Gesù ”…è morto per noi" (Rom. 5:8). Il Suo gesto appare ancor più grande se consideriamo che lo ha fatto mentre eravamo peccatori e quindi Suoi nemici (cfr. Rom. 5:7-10).
È stato Gesù che ha desiderato la nostra amicizia, non il contrario: "Non siete voi che avete scelto me, ma sono io che ho scelto voi!" (Gv. 15:16). Pur essendo il Figlio di Dio, Re dei re e Signore dei signori, Gesù ha desiderato stabilire un legame d’amicizia con noi. Con questo gesto Egli ci ha grandemente onorati, proprio noi che non siamo altro che “un tizzone strappato dal fuoco” (cfr. Zaccaria 3:2).
L'amicizia che ci offre Cristo è di quelle rare, altruiste, disinteressate, che prova “…più gioia nel dare che nel ricevere" (Atti 20,35). Quale interesse avrebbe mai potuto avere nel divenire nostro amico? La Sua è un’amicizia assolutamente disinteressata: nonostante non avessimo nulla da offrirgli, Egli ha scelto di stare con noi.


È SEMPRE CON NOI

Gesù è l’Amico che “…ama in ogni tempo…” (Pr. 17:17) e che dice: “…io sono con voi tutti i giorni…” (Mt. 28:20). Chiediamoci francamente quale amico starebbe con noi sempre, nei momenti belli e nei momenti brutti, in quelli facili e in quelli difficili? La parabola del “Figliol prodigo” (spendaccione) ci insegna che “le ricchezze procurano gran numero di amici…” (Pr. 19:4), mentre “il povero è odiato anche dal suo compagno…” (Pr. 14:20). Nel  caso di Gesù le cose stanno in maniera totalmente diversa.
Gesù ha detto: "Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo" (Mt. 11:28). Egli non rifiuta di condividere con noi le esperienze, anche le più tristi, Egli è “l’amico che si vede soprattutto nel momento del bisogno”. Perciò se per mantenere la Sua amicizia dovesse essere necessario rinunciare a mille altre, non esitiamo, non troveremo mai un amico migliore.
In una parabola Gesù ha raccontato di un uomo che non si fece remore nel disturbare a mezzanotte un suo amico per chiedergli dei pani perché aveva ricevuto una visita inaspettata (Luca 11:5-10). La disponibilità di quest’amico anche nei momenti meno opportuni è simile a quella di Gesù, che è continua, assoluta, senza riserve. Egli non si nega mai, non si formalizza, non si infastidisce, anzi incoraggia i Suoi amici a chiedere con perseveranza, a cercare senza stancarsi, a bussare ripetutamente perché si farà trovare.


HA FIDUCIA IN NOI

Nei giorni precedenti la Sua morte, mentre era con i discepoli, Gesù disse: “Io non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo signore; ma vi ho chiamati amici, vi ho fatto conoscere tutte le cose che ho udite dal Padre mio” (Gv. 15:15). Come un vero amico, Gesù ci ha aperto il cuore, ci ha rivelato i Suoi progetti, ci ha affidato le Sue speranze mostrando così di fidarsi (cfr. Gv. 20:21).
Un rapporto di amicizia è impegnativo e va curato perché si può rovinare, perciò Gesù ci avverte: “Voi siete miei amici, se fate le cose che io vi comando” (Gv. 15:14). Come ogni vera amicizia, anche quella con il Signore chiede di essere contraccambiata.

Noi abbiamo “…un amico che è più affezionato di un fratello” e tu? Se non hai ancora Gesù come tuo migliore Amico, che cosa aspetti? Le parole del coro di un noto cantico dicono:

“Dillo al Signore, dillo al Signore
Egli è l'amico miglior;
Nessun altro, ti può dare pace;
Dillo soltanto al Signor”.